L'Associazione - le pagne de letizia

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L'Associazione

COSA SIGNIFICA IL NOME LE PAGNE DE LETIZIA?


Il pagne è il tipico tessuto colorato utilizzato , soprattutto nell'Africa sub-sahariana , per confezionare abiti femminili e maschili , ma anche fasce porte-enfant , coperte , tende , ecc.
Letizia è una bambina di 4 anni e mezzo , che da 18 mesi è 'ospite' del lebbrosario di Adzopè.
Roberto , durante il suo 1° viaggio al lebbrosario nel mese di novembre 2008 , comprò al mercato di Adzopè un pagne da regalare a sua madre. Tornato all'istituto Letizia , la bambina a cui più si affezionò , le chiese se fosse possibile tagliare il pagne in fazzoletti e darne uno ad ogni bambino in ricordo della loro amicizia. Detto e fatto! La mattina della partenza Roberto andò a salutare Letizia e gli altri bambini a scuola trovandoli tutti con in testa a modi bandana il pagne donatogli il giorno prima!
Da quel gesto indimenticabile prende il nome la nostra onlus.


La piccola Letizia
 

L'ASSOCIAZIONE

L'associazione LE PAGNE DE LETIZIA Onlus è stata costituita l'11 febbraio 2009 con lo scopo di portare sollievo ai piccoli malati di lebbra e di ulcera di Burulì e alle popolazioni limitrofe al Lebbrosario di Adzopè in Costa d'Avorio. Ha sede ad Omegna (VB) sul rive del lago d'Orta.

Roberto Buzio, omegnese classe 1972, è l'ideatore dell'iniziativa e il presidente dell'associazione.


OBIETTIVI


Aiutare ad aiutarsi. La onlus LE PAGNE DE LETIZIA non vuole fornire un sostegno limitato all'assistenza: l'obiettivo è contribuire al miglioramento delle condizioni di vita e allo stesso tempo stimolarli a crescere autonomamente.
Questa è la strada scelta da padre FRANCESCO ARNOLFO, missionario della S.M.A. (Società Missioni Africane), da 31 anni in Africa e da una decina cappellano dell'Institut Raoul Follereau , più comunemente conosciuto come il lebbrosario di Adzopè, in Costa d'Avorio.

Questa è la strada che l'associazione ha deciso di intraprendere sostenendo i progetti di padre Francesco.

TRASPARENZA

Una delle priorità che l'associazione si prefigge è la trasparenza. Purtroppo anche nel mondo della solidarietà si sono verificate situazioni vergognose: truffe 'travestite' da operazioni di beneficenza. Ciò ha portato la gente a diventare diffidente.
L'impegno di LE PAGNE DE LETIZIA è informare le persone che daranno un contributo , sulla destinazione dei loro soldi. Chi dona anche un solo 'uro ha il diritto di sapere come viene speso.


PROGETTO IMMEDIATO 'NIANGO PAUL'

Il primo progetto al quale l'associazione vuole contribuire è la realizzazione di una struttura medico-ricreativa nel villaggio rurale NIANGO PAUL , in piena foresta , a pochi chilometri da lebbrosario. Il complesso comprenderebbe un centro di primo soccorso con annessa farmacia , un dispensario , una chiesa , una scuola , un'area ricreativa per i bambini e un piccolo campo da calcio.
Ne usufruiranno le migliaia di indigeni disseminate nei circostanti villaggi rurali.


IL LEBBROSARIO ' INSTITUT 'RAOUL FOLLEREAU'

Il lebbrosario di Adzopè è stato voluto da  RAOUL FOLLEREAU , scrittore e filosofo francese che ha dedicato la sua vita ad aiutare e difendere i diritti dei lebbrosi nel mondo. Cura centinaia di persone affette dalla lebbra e dall'ulcera di Burulì (soprattutto i bambini). L'inaugurazione della struttura , costruita nella foresta a 15 chilometri dalla città di Adzopè , risale al 1953.


IL VILLAGGIO DUQUESNE-CREMONE

Duquesne-Cremone è il villaggio sorto appena fuori l'Institut Raoul Follereau , sulla strada sterrata che porta ad Adzopè. Con il lebbrosario ha un legame diretto: ci abitano le persone guarite dopo le cure , che hanno deciso di non tornare nei paesi d'origine. Le modeste costruzioni (scuola , farmacia , piccole abitazioni) sono opera di un benefattore italiano di Cremona.
L'opera di padre Francesco e della onlus è rivolta anche a loro. Hanno bisogno di tutto. Negli anni precedenti , anche con il nostro contributo , è stato ristrutturata ed ampliata la chiesa inaugurata nel dicembre del 2008 , alla presenza delle autorità civili e religiose di Adzopè.


PADRE FRANCESCO ARNOLFO

Padre Francesco Arnolfo , 63 anni , è un missionario della S.M.A. , Società Missioni Africane con sede a Genova. Originario di Caraglio (CN) , opera in Africa da trentuno anni; da una decina è il cappellano del lebbrosario. Aiuta quotidianamente i malati , i loro famigliari e le popolazioni povere che vivono nella foresta attorno al lebbrosario. All'istituto Raoul Follereau collaborano con lui anche alcune suore di Nostra Signora degli Apostoli , di cui due italiane: Suor REGINA e SUOR REDENTA. La prima affianca il personale medico nelle cure giornaliere ai malati , la seconda , assicura un minimo di istruzione ai piccoli pazienti (all'interno del lebbrosario esiste una piccola scuola).


LA LEBBRA


La lebbra (o morbo di Hansen) è una malattia infettiva e cronica, causata dal batterio Mycobacterium leprae , che colpisce la pelle e i nervi periferici in vari modi e gradi , anche molto invalidanti. Un tempo considerata una maledizione di Dio e incurabile , in era moderna si è rivelata meglio curabile di quanto ritenuto in passato.


L'ULCERA DI BURULI'

L'Ulcera del Burulì è una malattia cronica , necrotizzante , causata dal Mycobacterium ulcerans , un agente patogeno della stessa famiglia dei batteri che causa la tubercolosi e la lebbra. Il Mycobacterium ulcerans è un micobatterio a lenta crescita che si insidia nella pelle , nel derma e nelle mucose. L'infezione avviene prevalentemente per l'introduzione del batterio nella cute a seguito di microtraumatismi. La malattia colpisce prevalentemente i bambini e le donne , e l'incidenza di infezione è maggiore nelle zone caldo-umide , vicino a corsi d'acqua e paludi. Circa il 70% dei malati sono bambini sotto i 15 anni. La mortalità causata dalla malattia è bassa ma la morbilità è altissima.

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